giovedì 19 marzo 2009

non puoi nasconderti

i miei occhi si chiudono lenti su pensieri che non voglio ascoltare
ascolto musica per cullarmi su sogni lontani e vicinissimi
ballo in locali entrando quasi timida come cercando qualcosa,qualsiasi cosa che mi avvicini a quest terra cosi lontana dalle mie origini.ballo e sento occhi sul mio corpo,ragazzi che tentano approcci ma no ora non mi va lasciatemi ballare nel silenzio della musica.
il viaggio non e' divertimento il viaggio e' scoperta.non mi dite divertiti,ditemi se dovete scopri tutto quello che puoi.
non ti mangerai mai le mani per quello che hai fatto,ma per quello che non hai fatto.
ho abiti colorati per portare luce nel buio di una serata,e basta con le proposte nascoste della nebbia di una sigaretta.
se davvero voglio essere amata posso e i miei vestiti si poseranno su un altro pavimento e altri muri osserveranno la mia schiena,un altro buio mi definira' i contorni.
ho bisogno di questo,ma non ne ho bisogno.voglio ridere e ballare perche' mi sento il corpo avvolto dalla voglia di ridere dei miei 20 anni.
quando sei in viaggio non ti puoi nascondere.
non puoi nasconderti dietro le stronzate con gli amici,dietro impegni fatti di tempo buttato.
devi trovare il coraggio di affrontare le tue paure e debolezze metterti in gioco in ogni azione,ogni secondo.nella staticita di casa si anestetizzano molte debolezze,ci si puo permettere di non ensare ai propri fantasmi e tenerli nell'ombra meno visibili possibile.
se sei praticamente sola in una terra straniera l'unica cosa da fare e' illuminare tutto attorno a te in modo che nulla rimanga nel'ombra,solo quando ti sentirai al sicuro con te stessa potrai non avere paura del mondo.
hai paura,o forse e' coraggio
hai freddo o forse caldo,poco importa
devi decidere,o forse decidere e' l unica cosa da non fare
sento voci lontane ed abracci che a distanza mi confortano
"sono fiero di te"
vi voglio bene
grazie

sabato 14 marzo 2009

a caccia di sogni e desideri


la nostra vita si evolve e le nostre anime anche,ma cascando per gli stessi gradini di sempre possiamo rialzarci con un retino in mano pronto ad acchiappare songi nuovi e nuove buone speranze.
non si finisce mai di capire quanto il buono di sempre ci accarezzi la pelle indistintamente da se siamo scazzatismaronati o in perfetto umore.
a volte ti alzi la mattina e pensi che forse non c e un senso e un secondo dopo tanto lo sai anche tu che il senso e solo un affermazione e ci siamo solo noi nella pratica,
noi,
a caccia di sogni e desideri.
poi lasciando il tuo corpo nudo nell'acqua gelida ti senti spezzare le ossa e i tuoi occhi esplodono in un pianto.
mi mancate.
l'importante e' credere nei propri sogni,qualunque essi siano,piccoli o inraggiungibili.
vi voglio bene
imbarco le mie ali
a presto

domenica 1 marzo 2009

"scrivo per capire quello che scrivo"

eccomi qua.una nuova idea,un vecchio sogno che sta li' da sempre questa volta cerco di realizzarlo,
sto cominciando a scrivere un libro,o almeno sto cominciando a provarci
riporto qui l'intro.Commenti e critiche sono ben accetti...

"Ma in relata' era cominciata molto prima.
Tutto comincia prima del fischio d'inizio,del trillo d'allarme.
Una competizione comincia prima dello start,comincia quando ti alleni,sudi e sputi fatica.
Un cibo comincia prima del suo sapore,comincia con la sua idea.
Una malattia,comincia prima dell'estremo dolore.
Una vita comincia prima delle sofferenze e delle gioie,comincia da un istante di amore.
Una ricerca comincia prima della concezione di essa,non comincia dalle domande,ma dai silenzi.
Quel giorno vide un giocattolo,un ricordo di passato,un colore,un riciclo di sorriso,un momento di tempo che fa ombra su un occasione.
Doveva andare a casa a mangiare,ma semplicemente decise di non averne voglia,cosi' torno' in riva al lago,che negli ultimi tempi l'aveva vista molte volte;
penso' anche che forse un motivo c'era,anche se ancora non lo conosceva.Un motivo c'e' sempre,solo che molte volte siamo troppo concentrati ad allontanarci dalla realta' e da noi stessi,per goderci il buono che fiorisce da ogni momento,da ogni situazione,anche quelle che puzzano di marcio.
Comincio' a camminare in attesa che un angolino la chiamasse per rintanarsi sulle sue parole scritte e sognate.Mentre osservava i suoi piedi,che godevano della freschezza dell'erba dopo una giornata without shoes,un vento le scosto' i capelli dal viso e come istintivamente la porto' ad alzare lo sguardo,la sua attenzione cadde immediatamente su un uomo che faceva volare un diablo insieme ad un amico che giocolava con palline colorate,il suo pensiero' cadde sul passato per un istante.Passo' li' vicino e l'uomo si interruppe per guardarla e regalarle un saluto.
Lei si sedette poco distante,pensando gia' desolata a quanto avrebbe desiderato parlare con loro,tanto quanto non ne aveva il coraggio,cosi' si limitava ad osservarli arrabbiata con se stessa perche davvero voleva comunicare con loro,ma non sapeva farlo.L'uomo le aveva chiesto se voleva giocare con loro,gicare coi colori,lei non sapeva dirgli che non era capace,ma che avrebbe voluto imparare.
Proprio come avrebbe voluto imparare bene quella lingua..
E' cosi' difficile essere in una terra straniera e non riuscire ad esprimersi,non riuscire a capire.Si trovava dall'altra parte del mondo,con millemila pensieri e solo 10 parole.Pensare che solo un mese prima ballava in un locale della sua citta' con un ragazzo che la guardava con gli occhi di chi ha speranze.
I ragazzi se ne erano andati,diede uno sguardo al lago,che la osservava silenzioso e serio,rotto solo da un gesto meccanico umano al largo,chiuse gli occhi e respiro' un'aria che non c'era,volle ricominciare a scrivere ma non riusciva a trovare suoni nella sua mente.
I capelli le coprivano il volto,lasciandole scoperta solo l'ombra del sogni.La sua attenzione venne richiamata da una voce
"would you like to come with us for a drink?"
#cazzo camomilla non ti mangiare la lingua digli qualcosa,qualsiasi cosa!!#.
I due ragazzi erano simpatici,tranquilli,gentili con lei che non parlava molto,anzi,parlava piu' che altro molto male,la aiutavano ad esprimersi e lei si stupi' del fatto che riusciva a farli ridere anche spiegandosi cosi',o forse era proprio per quello,comunque era bello cosi'.
I suoi occhi riucivano a comunicare con chiunque avesse saputo guardarli.
Darkcluod e Dan erano di Christchurch,dove lei sarebbe dovuta andare dopo poche settimane per l'amore che suo fratello cercava di donare ad una ragazza;sarebbe rimasta la' per un paio di settimane,e non e' che il fatto la entusiasmasse tanto,ma per l'amore vale sempre la pena,anche se non e' il proprio.
Cosi' forse avrebbe avuto compagnia e il tempo sarebbe passato piu' svelto,o magari nel vero quei ragazzi non li avrebbe piu' visti.Ma poco importa,in quel momento lei aveva bisogno di non sentirsi cosi' sola,di ridere,di compagnia,di parole ed attenzioni,le desiderava davvero,e loro erano arrivate.
Si ricordo' di colpo di una frase che aveva letto molto tempo prima,allora non l'aveva capita,solo letta,ma ora tutto era piu' chiaro
"se desideri davvero una cosa,tutto l'universo trama affinche' tu possa ottenerla".
Le parole scorrevano con i sorrisi,la tazza di caffe' le riscaldava i palmi delle mani,le persone davanti al bar passavano,erano passate persone che,grazie a suo fratello,aveva conosciuto giorni prima,erano passate come per ricordarle che tutto si puo',se davvero lo si vuole.
Aveva cominciato a piovere,pioveva spesso li',ma quella volta,quell'acqua stava definitivamente lavando via la fine di una storia che si preannunciava al termine da quando l'aereo da Milano era partito,un mese prima.
Fluivano via gli ultimi titoli di coda,e da li' sarebbe cominciata una nuova storia.
Ma in realta' era cominciata molto prima."