lunedì 16 febbraio 2015

"e me la vivo tutta,e me la vivo al massimo"

Sudore,calore,polvere,cani randagi,infinita povertá,infinita ricchezza,cittá infinite,selva infinita.
Ah,mia Colombia,quanta sei,quanta vita,quanto amore,quanto pericolo sei.
Come una donna provocante,bellissima e pericolosa,come un’indigena,come donna della selva,come impiegata di cittá,e come turista,come viaggiatrice,come immigrata,con una curiositá bambina,con un immagine totalmente stregata ed innamorata,io ti cerco,así yo te quiero.
Ah,mi querida Colombia,come mi trasporti attraverso un tuo fiume amazzonico,su una barca,dondolata da un’amaca,come mi lasci sola a guardarti,a pensare a come l’essere umano non ti rispetta,a tutta quella plastica nelle tue acque,per le tue strade.
Come se i morti,gli spari,la droga,la povertá e la deforestazione ancora non bastassero.
Come puo´un popolo a cui tanto offri,distruggerti cosí?
Come puó un paese con la musica nell’aria,nel sangue,nei piedi,nei sorrisi e nei cuori,autodistruggersi?
Trasportami attraverso la selva in questo tuo amico Perù, e contrasta l’idea che giá mi sono fatta di un ignoranza civile che supera il credo generale.Ah,Perù,dai,non deludermi,fammi scoprire come ami la tua terra,amico peruano.
E intanto che tu lavori su di te,lascia che io pensi anche un po’ a me, conoscendo e riconoscendo(mi) in ció che sono,in ció che ho perso e mi sforzo di ritrovare. Fammi alimentare la mia fantasia e muovere le mani,dammi l’energia e toglimi la vergogna che sempre provo per me stessa.Fammi muovere da fuori a dentro,scuotimi da dentro a fuori.
Ricordami come posso amarmi,insegnami come fare.
E con il mio compagno di avventure lasciami prendere per mano,per scoprire e proseguire, per insegnarci,sgridarci,farsi forza,amarci,viverci.
Penso a me,a ció che mi circorda,distratta da gli uccelli dai mille colori,da colibrì che con una velocitá che supera quella dei miei pensieri,si alimentano dai fiori rossi del cortile di questa pensione decisamente troppo economica,dove ,convivendo con blatte giganti e geki canterini,mi lascio sfiorare da farfalle gialle .Mentre mangio piraña e incontro artigiani imbalsamatori di tarantole,mentre i colori del mercato mi stregano e gli odori mi avvolgono,osservando carcasse di tartarughe e vegetali di cui ignoravo l’esistenza.Tra denti di coccodrillo,crani di scimmia e pelli di felini selvatici.Tra un sorriso,un ballo,una stretta di mano,un abbraccio e uno di questi baci di cui non mi stancheró mai,penso a me,imparo ogni giorno una cosa nuova,un gancio,un nodo,una parola,un sapore,un respiro,un sorriso sempre nuovo.
Imparo a vivere.Vivo,quindi sono.Sono,perció vivo,e me la vivo tutta,me la vivo al massimo.

E cosí felice,piena di vita,di amore,di curiositá,di voglia di continuare e di sorridere vi abbraccio tanto,tanto e tanto forte amici.Vi penso,vi sorriso,vi bacio,vi adoro.