Ho costruito un filo sottile, ma credo resistente, come uno di quelli che si usano per pescare, che non si vedono ma ci sono, che hanno uno scopo preciso e se hai fortuna e bravura riesci a realizzarlo. Sto costruendo questa tela cercando di unire quello che Devo, con quello che Voglio, cercando di non allontanarmi da miei Sogni, non di nuovo, no, mai piú. Cercando di dare un aiuto che altrimenti non mi perdonerei mai di non aver dato, riuscendo a non azzerare ció che sono e ció che voglio.
Lo vogliamo chiamare equilibrio? O tela, che ha tutti i presupposti per essere splendida.
Con un po´di timore per la lontananza un po' forzata dalla mia amata Bologna, ma con la certezza che tutto si puó fare, e che potró far combaciare tutto.
Molto fiera di me stessa, mi guardo allo specchio e mi vedo diversa, mi ritrovo adulta, con il sorriso della bambina che ero e gli occhi della donna che sono diventata e che conosco ogni giorno.
Con gli occhi pieni delle esperienze che ho vissuto, riflessi composti dalle lacrime di dolore versate e da quelle di gioia che non mi sono mai risparmiata,
Nelle orecchie tutte le storie che ho ascoltato,
Sulle gambe tutte le cicatrici che mi hanno accompagnato,
Tra i capelli qualche riflesso argentato
Nel sorriso tutto ció che sono,
E nel cuore tutte le persone che nella mia vita ho Amato, il mio stesso sangue, gli amici, gli amanti, e tutti quei sorrisi che non mi avete risparmiato.
Guardo le mie unghie lunghe, che non mi mangio piú,
I miei vecchi vestiti decisamente grandi,
Un passato che osservo con tanto amore, con una leggerezza nel cuore che non avevo mai sentito parlando di passato, la leggerezza di chi lascia il passato nel passato e distingue i tempi,
separando ció che é da ció che é stato senza sforzo.
Tanta serenitá ed una Sara che, anche se ancora non ha neanche la piú remota idea di ció che vuole dal suo futuro, si vive il suo presente senza buttare sempre un occhio nel passato, e soprattutto vive se stessa, e la vive col sorriso.
Quest'anno ho compiuto 26 anni, e, guardandomi allo specchio di una stanza vicino all'oceano, mi sono regalata uno sguardo sereno, pieno di futuro, un cuore leggero, pieno di passato e di persone, ed un corpo libero, pieno di presente.
Ed infine una frase ben piantata in testa che mi dice che tutto si puó fare, e ne sono anche un po' la prova vivente.
giovedì 6 agosto 2015
domenica 7 giugno 2015
Le vite degli altri, le nostre
Com'é facile esprimere un giudizio, una sentenza.
Io quante volte ho sbagliato, come me ne dispiaccio.
Com'é semplice guardare un viso e imprimervi una storia che noi stessi creiamo, non badando a niente, non domandando niente. Com'é semplice, com'é duro, acido, doloroso e pungente giudicare la vita degli altri. Facendo di una vita, in due parole, una vita di errori, non conoscendo invece i meriti, i pianti, i sorrisi, i momenti duri e le soddisfazioni.
Io vorrei conoscere le storie di tutti, per poter scrivere un enciclopedia del mondo, partendo dalle persone, partendo dal vicino di casa, dal collega, dal signore dei gelati o dalla giornalaia all'angolo della via. Ma prima di tutto vorrei cominciare chiedendo scusa, per ogni giudizio dato, per ogni curiositá non domandata, per ogni sguardo chissà severo, per ogni silenzio.
Perché tutti noi nella vita abbiamo giudicato, anch'io l'ho fatto, lo facciamo ogni giorno, giudichiamo il signore sulla sessantina che gira con la ventenne, giudichiamo il lavavetri al semaforo, giudichiamo la cassiera del supermercato, il cane di una casa e il cantante alla radio. Giudichiamo perché cosí creiamo le nostre storie, forse creiamo la nostra, giudichiamo per un modo di vestire, per una parola detta e per una non detta. Giudichiamo perché non parliamo, non chiediamo.
Giudichiamo noi stessi, prima di tutti gli altri, ogni mattina, ogni pomeriggio, ogni sera, ad ogni specchio, davanti ad ogni vetrina, in un bar, in una cantina, in macchina, al lavoro, soli o in compagnia, ci giudichiamo troppo severamente, oppure non lo facciamo.
Voglio conoscere le storie del mondo, voglio le veritá e le bugie, i sogni, le fantasie.
Voglio conoscere la mia storia, voglio la veritá, non voglio piú bugie, peró voglio i sogni e si, tutte le fantasie.
Voglio giudicare solo col cuore, con gli occhi aperti certo, ma il cuore di piú.
Voglio giudicare solo col cuore, con gli occhi aperti certo, ma il cuore di piú.
Pochi istanti fá ascoltavo una canzone, e giudicavo il mio passato piú passato , quando si é rotto un amore tanti anni fá, mi sforzavo di ricordarlo.
"E non vi comprendevo se dicevate che domani sarei stata io quella che se ne andava.
E intanto il mondo accanto a voi cambiava.
Se vi giudicavo usavo il metro dell'amore e della logica, e intanto mi aspettava la grande confusione che la vita avrebbe fatto in me.."
E intanto il mondo accanto a voi cambiava.
Se vi giudicavo usavo il metro dell'amore e della logica, e intanto mi aspettava la grande confusione che la vita avrebbe fatto in me.."
sabato 25 aprile 2015
Scriviamoci
Mi hanno detto SCRIVI. SCRIVI. SCRIVI. Ma soprattutto, SCRIVI DI PIÚ.
E allora scrivo, scrivo, mi scrivo e vi scrivo di piú.
Rifletto, mi blocco un momento sui tasti, mi ricordo di respirare, guardo fuori dalla finestra di questa stanza in mezzo alla selva, piove, c'é un arcobaleno, ce ne sono due.
Osservo il mio zaino, quello del mio compagno di viaggio, del mio compagno di un sacco di amore, i nostri lavori. Mi gongolo un po' nell'idea di tutto questo, ripenso a qualche mese fá, alla mia indecisione, al mio tormento (sempre e per sempre presente), al lasciare, al piangere, al vivere, al ridere, al bere, penso alla pioggia in una Bologna d'autunno che ho lasciato, allo schianto sull'asfalto, alla paura. Penso alla mamma, all'abbraccio. E mi sento sempre un po' piú sicura di tutto.
Penso a come sono, a dove sono. Penso a chi ero, a dov'ero. E mi sento soddisfatta, fiera di me. Delle mie decisioni. Fiera di non aver rimpianti. Rimorsi forse, chissá, ma non rimpianti.
Il mondo, la gente, mi ricorda che non tutto é rose e fiori, che la gente non é tutta buona, che il mondo non é sempre un posto comodo, tranquillo e sicuro. Allora vigilo, vigilo e sorrido, vengo delusa, rimango un po' con l'amaro in bocca, ma sorrido. Proseguo. Non lascio che niente vada a interferire con ció che sono, con quello che faccio, con i miei progetti. Perché no, con i nostri.
San Ramon,
Prossima tappa Mancora.
Mare, torniamo da te. portaci fortuna.
Portaci sempre piú felicitá.
Fatti osservare, fatti respirare. Regalaci la calma che solo tu puoi. Regalaci quella vita che solo tu puoi.
E allora scrivo, scrivo, mi scrivo e vi scrivo di piú.
Rifletto, mi blocco un momento sui tasti, mi ricordo di respirare, guardo fuori dalla finestra di questa stanza in mezzo alla selva, piove, c'é un arcobaleno, ce ne sono due.
Osservo il mio zaino, quello del mio compagno di viaggio, del mio compagno di un sacco di amore, i nostri lavori. Mi gongolo un po' nell'idea di tutto questo, ripenso a qualche mese fá, alla mia indecisione, al mio tormento (sempre e per sempre presente), al lasciare, al piangere, al vivere, al ridere, al bere, penso alla pioggia in una Bologna d'autunno che ho lasciato, allo schianto sull'asfalto, alla paura. Penso alla mamma, all'abbraccio. E mi sento sempre un po' piú sicura di tutto.
Penso a come sono, a dove sono. Penso a chi ero, a dov'ero. E mi sento soddisfatta, fiera di me. Delle mie decisioni. Fiera di non aver rimpianti. Rimorsi forse, chissá, ma non rimpianti.
Il mondo, la gente, mi ricorda che non tutto é rose e fiori, che la gente non é tutta buona, che il mondo non é sempre un posto comodo, tranquillo e sicuro. Allora vigilo, vigilo e sorrido, vengo delusa, rimango un po' con l'amaro in bocca, ma sorrido. Proseguo. Non lascio che niente vada a interferire con ció che sono, con quello che faccio, con i miei progetti. Perché no, con i nostri.
San Ramon,
Prossima tappa Mancora.
Mare, torniamo da te. portaci fortuna.
Portaci sempre piú felicitá.
Fatti osservare, fatti respirare. Regalaci la calma che solo tu puoi. Regalaci quella vita che solo tu puoi.
mercoledì 8 aprile 2015
Contorni
Cambiare. Cambiare é crescere, modificare le proprie convinzioni, mettersi in discussione, confrontarsi. Il confronto é importante ed é sempre duro, é difficile, fá piangere, fa ridere, fa crescere.
Si viaggia per conoscere il mondo, si viaggia per trovare se stessi, o forse per conoscersi.

Mi sveglio ogni mattina e mi impegno a guardare tutto con occhi sempre nuovi.
Mi sveglio ogni mattina senza un peso sullo stomaco, mi sveglio la mattina con il cuore pieno e la mente vuota. E cosí mi sforzo di rincontrare la notte.
Ho voglia di crescere e guardare sempre avanti, di, se necessario, guardare oltre.
Respiro e mi basto. Amo e mi basto. Cammino e mi basto.
E non avrei mai pensato che anche stando con migliore compagnia uno possa riuscire a sviluppare sicurezza e indipendenza. E non avrei mai pensato che forse é proprio cosí che ci si scopre, sviluppando una compagnia forte, in cui si tracciano contorni, spazi e, perché no, limiti. Che forse é proprio cosí che si scopre dove cominci e finisci tu, e dove comincia l'altro, e dove comincia il mondo. O almeno io é cosí che mi disegno, io cosí scopro quali sono i miei contorni.
Si viaggia per conoscere il mondo, si viaggia per trovare se stessi, o forse per conoscersi.
Io mi sto conoscendo, e molto piú che riconoscendo, sto conoscendo una Sara sempre nuova, aperta al cambiamento, disposta e aperta. Tranquilla e sempre piú convinta che il sorriso e la tranquillitá vincon sempre. Sto imparando che non importa quanto gridi le tue ragioni, quanto ti arrabbi e tiri fuori l'orgoglio, se non ti senti bene tu, mai nessuno si sentirá davvero bene con te. Sto imparando che, al contrario, non sará la voce alta ne le parole dure a convincerti che sei nel giusto.
Mi sveglio ogni mattina e mi impegno a guardare tutto con occhi sempre nuovi.
Mi sveglio ogni mattina senza un peso sullo stomaco, mi sveglio la mattina con il cuore pieno e la mente vuota. E cosí mi sforzo di rincontrare la notte.
Ho voglia di crescere e guardare sempre avanti, di, se necessario, guardare oltre.
Respiro e mi basto. Amo e mi basto. Cammino e mi basto.
E non avrei mai pensato che anche stando con migliore compagnia uno possa riuscire a sviluppare sicurezza e indipendenza. E non avrei mai pensato che forse é proprio cosí che ci si scopre, sviluppando una compagnia forte, in cui si tracciano contorni, spazi e, perché no, limiti. Che forse é proprio cosí che si scopre dove cominci e finisci tu, e dove comincia l'altro, e dove comincia il mondo. O almeno io é cosí che mi disegno, io cosí scopro quali sono i miei contorni.
lunedì 16 febbraio 2015
"e me la vivo tutta,e me la vivo al massimo"
Sudore,calore,polvere,cani randagi,infinita povertá,infinita
ricchezza,cittá infinite,selva infinita.
Ah,mia Colombia,quanta sei,quanta vita,quanto amore,quanto
pericolo sei.
Come una donna provocante,bellissima e pericolosa,come un’indigena,come
donna della selva,come impiegata di cittá,e come turista,come viaggiatrice,come
immigrata,con una curiositá bambina,con un immagine totalmente stregata ed
innamorata,io ti cerco,así yo te quiero.
Ah,mi querida Colombia,come mi trasporti attraverso un tuo
fiume amazzonico,su una barca,dondolata da un’amaca,come mi lasci sola a
guardarti,a pensare a come l’essere umano non ti rispetta,a tutta quella plastica
nelle tue acque,per le tue strade.
Come puo´un popolo a cui tanto offri,distruggerti cosí?
Come puó un paese con la musica nell’aria,nel sangue,nei
piedi,nei sorrisi e nei cuori,autodistruggersi?
Trasportami attraverso la selva in questo tuo amico Perù, e
contrasta l’idea che giá mi sono fatta di un ignoranza civile che supera il
credo generale.Ah,Perù,dai,non deludermi,fammi scoprire come ami la tua terra,amico
peruano.
E intanto che tu lavori su di te,lascia che io pensi anche
un po’ a me, conoscendo e riconoscendo(mi) in ció che sono,in ció che ho perso
e mi sforzo di ritrovare. Fammi alimentare la mia fantasia e muovere le
mani,dammi l’energia e toglimi la vergogna che sempre provo per me stessa.Fammi
muovere da fuori a dentro,scuotimi da dentro a fuori.
Ricordami come posso amarmi,insegnami come fare.
E con il mio compagno di avventure lasciami prendere per mano,per
scoprire e proseguire, per insegnarci,sgridarci,farsi forza,amarci,viverci.
Penso a me,a ció che mi circorda,distratta da gli uccelli
dai mille colori,da colibrì che con una velocitá che supera quella dei miei
pensieri,si alimentano dai fiori rossi del cortile di questa pensione
decisamente troppo economica,dove ,convivendo con blatte giganti e geki
canterini,mi lascio sfiorare da farfalle gialle .Mentre mangio piraña e
incontro artigiani imbalsamatori di tarantole,mentre i colori del mercato mi
stregano e gli odori mi avvolgono,osservando carcasse di tartarughe e vegetali
di cui ignoravo l’esistenza.Tra denti di coccodrillo,crani di scimmia e pelli
di felini selvatici.Tra un sorriso,un ballo,una stretta di mano,un abbraccio e
uno di questi baci di cui non mi stancheró mai,penso a me,imparo ogni giorno
una cosa nuova,un gancio,un nodo,una parola,un sapore,un respiro,un sorriso
sempre nuovo.
E cosí felice,piena di vita,di amore,di curiositá,di voglia di continuare e di sorridere vi abbraccio tanto,tanto e tanto forte amici.Vi penso,vi sorriso,vi bacio,vi
adoro.
martedì 28 ottobre 2014
il silenzio di chi parte
Da quasi un mese sono partita, e mi sono inciampata nella tristezza e nella voglia di tornare, nella malinconia che dio solo sa quante volte ancora mi prenderà allo stomaco. Ma stanotte mi sento tranquilla, finalmente respiro, sospiro, guardo il mare e posso sentire il mio cuore calmarsi.
In questa notte penso a te, a voi,tutti così lontani. Ognuno impegnato a combattere la propria battaglia, ho attraversato l'oceano ed ora ho la certezza che non c'è battaglia, né oceano, che ci dividerà. Penso a olimpia che lotta con le scelte e gli esami, a mia madre e questo incredibile sogno che si realizza, e quanto sono fiera di lei!!!! Penso a elia dalla mia parte di oceano, a gianluca e le passioni, le abitudini. Penso a papallo,a maura , andindi e la mia amata Calabria. A mia nonna e a sira, penso a Francesco, alla mia betta e a Emanuella. Alle mie sorelline, a gli amici dei bar, quelli degli aperitivi, quelli dell'oltre. A Enrico e al capitolo che si è chiuso . Serena, Antonio, Sergio, ilaria, alle, sara, sabrina, ludo,Silvio, tutti i clienti del bar e tutti quelli che mi sto dimenticando di nominare.vi tengo tutti con me. Sento il mio silenzio, il silenzio di chi parte. Ma ora credo che non sia una follia crederci. E fare in modo che tutto quello che siamo non si perda. In questa notte calda, ho la certezza di avervi tutti qui con me, mi avete aiutata ad arrivarci ed ora eccomi. Sorrido. È arrivato il tempo di spogliare le paure e accorgerci davvero di essere arrivati fino a qui. Mi sento come su un'altalena che dondola in pace. Ecco come mi sento.
Vi abbraccio tutti strettissini...e questa ve la invio a tutti, così non mi sgridate perché non vi scrivo...ora sapete come va. :)
In questa notte penso a te, a voi,tutti così lontani. Ognuno impegnato a combattere la propria battaglia, ho attraversato l'oceano ed ora ho la certezza che non c'è battaglia, né oceano, che ci dividerà. Penso a olimpia che lotta con le scelte e gli esami, a mia madre e questo incredibile sogno che si realizza, e quanto sono fiera di lei!!!! Penso a elia dalla mia parte di oceano, a gianluca e le passioni, le abitudini. Penso a papallo,a maura , andindi e la mia amata Calabria. A mia nonna e a sira, penso a Francesco, alla mia betta e a Emanuella. Alle mie sorelline, a gli amici dei bar, quelli degli aperitivi, quelli dell'oltre. A Enrico e al capitolo che si è chiuso . Serena, Antonio, Sergio, ilaria, alle, sara, sabrina, ludo,Silvio, tutti i clienti del bar e tutti quelli che mi sto dimenticando di nominare.vi tengo tutti con me. Sento il mio silenzio, il silenzio di chi parte. Ma ora credo che non sia una follia crederci. E fare in modo che tutto quello che siamo non si perda. In questa notte calda, ho la certezza di avervi tutti qui con me, mi avete aiutata ad arrivarci ed ora eccomi. Sorrido. È arrivato il tempo di spogliare le paure e accorgerci davvero di essere arrivati fino a qui. Mi sento come su un'altalena che dondola in pace. Ecco come mi sento.
Vi abbraccio tutti strettissini...e questa ve la invio a tutti, così non mi sgridate perché non vi scrivo...ora sapete come va. :)
lunedì 1 settembre 2014
Aria
Sento ancora l'odore di un'estate lontana.
Ho già i piedi freddi e la routine sembra ricominciata a pieno ritmo per quasi tutti,
sono felice
e più felice del felice.
Sento qualcosa nell'aria qua che già non mi appartiene più.
Manca un mese esatto all'apertura di questo mio capitolo e non so dove puntare lo sguardo.
Perciò mi concentro sui sorrisi delle persone,gli sguardi degli amici,le parole che si arrotolano sul tempo.
Ho chiuso un fascicolo di buoni propositi e sto realizzando quel che non diventerà un rimpianto.
Sto guardando i momenti che passano e mi sforzo di pormi meno domande possibili.
Ho un cassetto ancora aperto e tutti i sogni son saltati fuori,corrono sulla scrivania accucciandosi sopra il mio quaderno.
Sono finalmente felice e dipende solo da me.
Non c'è libertà più grande di sentire se stessi respirare.
E ancora ci son sorrisi,ancora ci sono abbracci,ancora,e non mi basta più.
Guardo l'orizzonte sopra la città,e l'immagine di un mare del sud è troppo viva nella mia mente.
Guardo il mio sorriso allo specchio, quello di mia madre,di mio fratello,guardo quello degli amici,ognuno è arrampicato al proprio sogno. Quante emozioni da portare nel viaggio.
Sono pronta.
Ho già i piedi freddi e la routine sembra ricominciata a pieno ritmo per quasi tutti,
sono felice
e più felice del felice.
Sento qualcosa nell'aria qua che già non mi appartiene più.
Manca un mese esatto all'apertura di questo mio capitolo e non so dove puntare lo sguardo.
Perciò mi concentro sui sorrisi delle persone,gli sguardi degli amici,le parole che si arrotolano sul tempo.
Ho chiuso un fascicolo di buoni propositi e sto realizzando quel che non diventerà un rimpianto.
Sto guardando i momenti che passano e mi sforzo di pormi meno domande possibili.
Ho un cassetto ancora aperto e tutti i sogni son saltati fuori,corrono sulla scrivania accucciandosi sopra il mio quaderno.
Sono finalmente felice e dipende solo da me.
Non c'è libertà più grande di sentire se stessi respirare.
E ancora ci son sorrisi,ancora ci sono abbracci,ancora,e non mi basta più.
Guardo l'orizzonte sopra la città,e l'immagine di un mare del sud è troppo viva nella mia mente.
Guardo il mio sorriso allo specchio, quello di mia madre,di mio fratello,guardo quello degli amici,ognuno è arrampicato al proprio sogno. Quante emozioni da portare nel viaggio.
Sono pronta.
Buona fortuna
giovedì 14 agosto 2014
cornici
Braccia
Braccia forti che trattengono cornici di ricordi
Voglio perdermi
Non desidero casa, non sento l'esigenza di tornare in un posto che non c'è.
Le parole
Le parole sono meccanismi diffici da incastrare.
L'ultima insegna accesa dentro di me finalmente sono io.
Non mi voglio spaventare,
voglio svegliare le strade chiuse dietro le mie porte.
Ho abbandonato la fatica del girare su me stessa a vuoto,
ed ora sto spingendo il mio blocco di magoni camminando verso l'uscita.
Io.
Io sono l'unica cosa che resta.
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